Per chi non lavora nel settore del gioco a distanza, il 13 novembre 2025 è stato un giovedì come gli altri. Per chi ci lavora, è stato il giorno in cui un sistema costruito in vent’anni di apertura conto basata su scansione del documento e modulo PDF è stato sostituito in una notte da uno standard nuovo: dal 13 novembre 2025 è possibile aprire un conto di gioco online utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) come strumenti di identificazione digitale di secondo livello. Il fax con la copia del documento d’identità appartiene al passato. Tre clic da SPID o un avvicinamento NFC dello smartphone alla CIE, e il conto è aperto.

In questa guida voglio raccontarti tutto quello che serve sapere per aprire un conto gioco con SPID o CIE e collegarci la Postepay. Non solo il “come si fa” tecnico, ma anche il perché è stato fatto, i vantaggi e i piccoli inconvenienti, le insidie del passaggio dal vecchio sistema al nuovo, e — questione centrale — cosa devono fare i giocatori che avevano già un conto aperto con il vecchio sistema (la cosiddetta “sub-registrazione” verso i nuovi domini autorizzati).

Prima di entrare nel concreto, voglio darti un dato che dice molto sullo stato del mercato. La maggioranza dei giocatori italiani con un conto già aperto prima del riordino non aveva ancora migrato il proprio profilo nei giorni precedenti al 13 novembre 2025, e si è ritrovata davanti a un sito che non poteva più legalmente accogliere le loro scommesse fino al completamento della sub-registrazione. Per qualche giorno è stato un piccolo pasticcio. Oggi il sistema è stabile, ma è una memoria che vale la pena conservare per capire perché certi controlli oggi sono più stretti. Per chi ha bisogno di un’analisi specifica del processo di sub-registrazione, ho dedicato un approfondimento separato su sub-registrazione del conto gioco ADM.

Cosa è cambiato con il riordino del 13 novembre 2025

Il 13 novembre 2025 è entrato in vigore il nuovo regime concessorio per il gioco a distanza in Italia, con 52 concessioni assegnate a 46 operatori (33 italiani e 13 stranieri). Sembra una notizia di settore. È invece l’evento spartiacque dell’ultimo decennio, e per il giocatore Postepay che apre o ha aperto un conto gioco le ricadute sono concrete su tre piani diversi.

Primo piano: il numero degli operatori si è ridotto. Dall’ecosistema frammentato di centinaia di skin che convivevano sotto poche concessioni, si è passati a un mercato dove ogni concessionario può raccogliere gioco esclusivamente tramite un unico sito ufficiale. Almeno 350 skin sono state chiuse e ogni concessionario opera ora con un solo brand visibile. Per il giocatore questo significa meno confusione tra brand simili dello stesso gruppo, ma anche la necessità di abbandonare i vecchi domini “skin” che fino al 12 novembre 2025 erano accessibili.

Secondo piano: il costo della concessione è esploso. Il canone una tantum per ciascuna nuova concessione di gioco online è di 7 milioni di euro, da versare in due tranche da 4 e 3 milioni, contro i 200.000 euro del precedente regime. La gara ha generato 364 milioni di euro di introiti diretti per lo Stato. È un dato che cambia la natura economica del settore: solo operatori solidi possono permettersi di entrare. Per il giocatore Postepay è una garanzia indiretta: il bookmaker dove apri il conto ha investito una cifra significativa per ottenere la concessione, e quindi ha un interesse strutturale a mantenere un servizio professionale.

Terzo piano: la durata e le regole della concessione. Le nuove concessioni hanno durata di 9 anni non rinnovabili, con un canone annuo del 3% sul margine netto e il limite massimo di 5 concessioni per gruppo societario. La regola del “non rinnovabili” è importante: tra nove anni si farà di nuovo gara, e questo crea un sistema di concessioni a tempo determinato che incoraggia la concorrenza periodica. La regola delle 5 concessioni massime per gruppo evita la creazione di quasi-monopoli.

Per il giocatore che oggi apre un conto gioco, il riassunto pratico è questo. Stai entrando in un mercato più stabile, più tracciato, con meno operatori ma più solidi, dove le regole di apertura del conto sono state digitalizzate e standardizzate sotto la vigilanza di ADM. Il singolo bookmaker dove ti registri ha un investimento alle spalle che lo obbliga a fornire un servizio strutturato. Il tuo conto gioco è più protetto rispetto al regime precedente, anche se inizialmente la registrazione richiede un passaggio in più (l’identificazione SPID o CIE).

SPID di livello 2: lo standard di apertura conto gioco

SPID di livello 2 è oggi la modalità più comune di apertura di un conto gioco in Italia. Per chi non lo conoscesse: SPID è il sistema pubblico di identità digitale gestito dallo Stato italiano e fornito da una decina di provider privati accreditati. Il “livello 2” è quello che richiede, oltre alle credenziali (username e password), un secondo fattore di autenticazione (di solito un’app o un OTP via SMS). È lo standard usato per accedere ai servizi della pubblica amministrazione che richiedono un livello di sicurezza maggiore della consultazione anagrafica.

Quando apri un conto gioco usando SPID di livello 2, il bookmaker non vede mai le tue credenziali. Il flusso è il seguente: dal sito del bookmaker premi “Apri conto con SPID”, vieni reindirizzato sulla pagina dello SPID Provider che hai scelto, fai il login con username e password, autorizzi con il secondo fattore, accetti che lo SPID Provider invii al bookmaker il pacchetto dei tuoi dati anagrafici (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, residenza). Il bookmaker riceve il pacchetto già verificato, lo confronta con i propri requisiti di apertura conto, e completa la registrazione. Tempo medio: meno di tre minuti.

Il vantaggio del flusso SPID è doppio. Per il giocatore: nessuna scansione di documenti, nessun upload manuale, nessuna attesa di verifica del bookmaker. Per il bookmaker: dati anagrafici già verificati dallo Stato, riduzione drastica del rischio di frodi sull’identità, conformità immediata alle linee guida KYC. Per ADM: tracciabilità totale dell’apertura conto, perché ogni accesso SPID è registrato e attribuito in modo univoco.

Una domanda che mi viene fatta spesso. “Posso usare lo SPID di livello 1 invece del livello 2?”. La risposta è no. Il livello 1 è quello che richiede solo username e password ed è insufficiente per la sicurezza richiesta dall’apertura di un conto gioco. ADM ha esplicitamente individuato il livello 2 come standard minimo. Se hai uno SPID di livello 1, il tuo provider SPID può “promuoverlo” a livello 2 attivando il secondo fattore di autenticazione, una procedura gratuita che richiede pochi minuti.

Una nota di realtà che ho registrato sul campo. I provider SPID sono diversi e l’esperienza con il bookmaker può variare leggermente. Provider come Poste Italiane (Poste ID), Aruba, InfoCert, Sielte, Tim, Lepida sono tutti accreditati e tutti compatibili con i bookmaker italiani concessionari. Differenze minori si vedono nella fluidità del flusso (il login con Poste ID dell’app è particolarmente rapido) e nel tipo di secondo fattore richiesto. Ho sempre consigliato di scegliere un provider che già usi per altri servizi pubblici: la familiarità con il login riduce gli errori al momento dell’apertura del conto gioco.

CIE come strumento alternativo di identificazione

La Carta d’Identità Elettronica (CIE) è l’alternativa “fisica” allo SPID per aprire un conto gioco. Funziona in modo diverso ed è particolarmente comoda per chi ha già la carta nuova ma non ha mai voluto attivare uno SPID. La CIE è un documento ufficiale rilasciato dal Ministero dell’Interno e contiene un chip NFC che porta in sé i dati anagrafici verificati e firmati digitalmente.

Per usare la CIE come strumento di apertura del conto gioco servono tre cose: la carta fisica, un dispositivo (smartphone Android o iPhone, oppure computer con lettore di smart card), e l’app CieID installata sullo smartphone. Il flusso operativo è semplice: dal sito del bookmaker premi “Apri conto con CIE”, l’app CieID si apre sul tuo telefono, ti chiede di avvicinare la CIE al lettore NFC del telefono, conferma con il PIN della CIE che hai ricevuto al rilascio del documento. La carta legge i dati firmati digitalmente, l’app li trasmette al bookmaker, l’apertura del conto si chiude.

Tempo medio dell’intera operazione: tra i tre e i sette minuti, dipende dalla rapidità del giocatore con l’app CieID. La prima volta che si usa, il flusso può essere un po’ meno fluido perché l’app guida l’utente in passaggi nuovi (avvicinamento della carta, lettura NFC, inserimento PIN). Dalla seconda volta in poi diventa quasi istantaneo.

Il vantaggio della CIE rispetto allo SPID è uno: non richiede di registrarsi presso un provider privato. La carta ce l’hai e basta. Per i giocatori più anziani o per chi non si fida dei provider digitali (anche se i provider SPID sono tutti accreditati e regolati), la CIE è una porta d’ingresso al gioco online più “pubblica” e meno mediata da terzi privati.

Lo svantaggio è uno: dipende dalla disponibilità della carta fisica. Se hai dimenticato la CIE in un cassetto, se hai smarrito il PIN che ti era stato fornito al momento del rilascio, se la carta è scaduta, l’apertura del conto si blocca. Lo SPID, una volta attivato, è sempre disponibile dal telefono. La CIE richiede di avere la carta fisica vicino al telefono al momento dell’apertura.

Per chi ha entrambi gli strumenti — molti italiani li hanno entrambi oggi — il consiglio operativo è semplice: usa SPID per l’apertura del conto gioco perché è più rapido, e tieni la CIE come “backup” nel caso il provider SPID abbia problemi temporanei. La duplice possibilità è un beneficio del nuovo regime: il giocatore non è mai bloccato per problemi tecnici di un singolo strumento.

La registrazione passo-passo dal vivo

Voglio portarti dentro al flusso reale di apertura di un conto gioco con SPID o CIE su un bookmaker italiano nel 2026. Lo descrivo come l’ho visto fare decine di volte, con la fluidità di chi conosce già i passaggi.

Primo passaggio: scegli il bookmaker e verifica la concessione GAD. Vai sul sito ufficiale del bookmaker che hai scelto e controlla in piè di pagina il numero di concessione ADM. Confronta quel numero con l’elenco aggiornato dei concessionari pubblicato sul sito ADM. Se la corrispondenza c’è, prosegui. Se non c’è, fermati e cambia operatore.

Secondo passaggio: cerca il pulsante “Apri conto” o “Registrati” nella homepage del bookmaker. Premilo. Sui bookmaker conformi al riordino del 2025 troverai due opzioni principali: “Registrati con SPID” e “Registrati con CIE”. Se vedi anche un’opzione di “registrazione manuale”, sappi che è in via di estinzione: dal 13 novembre 2025 i nuovi conti vengono aperti quasi esclusivamente con identità digitale.

Terzo passaggio: scegli il metodo (SPID o CIE) e segui il flusso. Per SPID vieni reindirizzato alla pagina del provider SPID che selezioni, fai il login, conferma con il secondo fattore. Per CIE l’app CieID si apre, leggi la carta, inserisci il PIN. In entrambi i casi, in pochi secondi i tuoi dati anagrafici tornano al bookmaker già verificati.

Quarto passaggio: il bookmaker ti mostra una schermata di “completamento del profilo”. Qui devi inserire alcune informazioni aggiuntive non comprese nel pacchetto SPID/CIE: indirizzo email, numero di cellulare (per le notifiche e per gli OTP futuri), preferenze di comunicazione, accettazione dei T&C. È un passaggio veloce, di solito due o tre minuti.

Quinto passaggio: il bookmaker ti chiede di scegliere uno username e una password per gli accessi futuri. La regola è semplice: lo username è l’identificativo del conto gioco, la password è quella che digiti per accedere al sito del bookmaker. Non confondere mai queste credenziali con quelle dello SPID, che restano separate. Lo SPID non viene memorizzato dal bookmaker: serve solo all’apertura del conto e ai login periodici di rivalidazione.

Sesto passaggio: limiti volontari di gioco. Il bookmaker ti chiede di impostare i limiti di deposito (giornaliero, settimanale, mensile) prima ancora di aver fatto il primo versamento. È uno strumento di gioco responsabile e va impostato a freddo. Scegli cifre che hanno senso per il tuo budget di intrattenimento, mai cifre legate a “quanto vuoi vincere”.

Settimo passaggio: conferma finale. Il bookmaker ti invia un’email di conferma e una notifica al numero di cellulare. Il conto è aperto. A questo punto puoi accedere alla sezione “Pagamenti” o “Cassa” e collegare la tua Postepay come metodo di pagamento, come spiego nella prossima sezione.

Tempo totale dell’intera procedura, escluso il primo deposito: tra cinque e quindici minuti. Cinque per chi è già esperto di SPID o CIE, quindici per chi è alla prima volta. È un tempo molto inferiore a quello richiesto dalla vecchia procedura “manuale” che richiedeva la scansione del documento, l’attesa della verifica del bookmaker (24-48 ore) e una serie di scambi via email. Il riordino del 2025 ha reso l’apertura del conto gioco quasi un’operazione di routine.

Collegare la Postepay al conto gioco

Adesso che il conto gioco è aperto, voglio raccontarti come si collega la Postepay. È un passaggio che molti giocatori sottovalutano e che invece ha qualche dettaglio che vale la pena conoscere.

Vai nella sezione “Pagamenti”, “Cassa” o “Metodi di pagamento” del tuo profilo del bookmaker. Trovi una lista dei metodi accettati. Seleziona “Postepay” (oppure “Carta di credito/debito” se la lista è organizzata per categoria) e scegli “Aggiungi metodo”.

Inserisci i dati della tua Postepay: numero della carta, nome dell’intestatario, data di scadenza, codice CVV. Il bookmaker invia una transazione di verifica (di solito un addebito di 0 euro o di 1 euro che viene poi storneato) per validare la carta. Sull’app Postepay ricevi una notifica della transazione di verifica e un OTP via SMS che il bookmaker ti chiede di inserire. Inserisci l’OTP, premi conferma. La carta è ora collegata al tuo conto gioco.

Un controllo importante che il sistema fa a questo punto. L’intestatario della Postepay deve coincidere con l’intestatario del conto gioco. Sui dati anagrafici importati da SPID o CIE, il bookmaker confronta nome, cognome e codice fiscale con quelli dichiarati dalla Postepay. Se i due insiemi non combaciano (per esempio Postepay del coniuge usata per provare a depositare sul tuo conto), il sistema rifiuta il collegamento. Questo controllo è automatico e non aggirabile.

Una nota sul tipo di Postepay. Il bookmaker accetta Postepay Standard, Postepay Evolution e Postepay Digital. Tutte e tre tipologie sono compatibili con il conto gioco aperto via SPID/CIE. Ricorda che il tuo limite massimo è di 2 carte per ciascuna tipologia (Standard, Evolution, Digital), come previsto dalle linee guida Poste in vigore dal 13 maggio 2025. Per il giocatore questo significa che, in totale, puoi avere collegate fino a 6 Postepay diverse al tuo conto gioco (2 Standard + 2 Evolution + 2 Digital), anche se nella realtà il caso più comune è una sola carta principale.

Quando colleghi la Postepay per la prima volta, dedica un minuto a verificare anche che la voce “Scommesse e gaming online” sia abilitata sul tuo profilo Poste. Se non lo è, il primo deposito sarà rifiutato indipendentemente dal corretto collegamento della carta. La verifica si fa su postepay.poste.it nel profilo personale, e l’eventuale abilitazione richiede pochi minuti per diventare effettiva.

Infine, una piccola raccomandazione di sicurezza. Quando il bookmaker ti chiede se vuoi salvare la Postepay per i depositi futuri, accetta solo se stai usando un dispositivo che riconosci e che usi abitualmente. Su un dispositivo condiviso (computer di casa usato anche da altri, tablet familiare) preferisci non salvare la carta, e reinserisci i dati ogni volta. Postepay tokenizza il numero della carta nel momento del salvataggio, quindi i dati sono protetti, ma in caso di accesso non autorizzato al tuo conto gioco un sistema “carta salvata” rende più rapido un eventuale tentativo di deposito malevolo.

La sub-registrazione dei conti già attivi

Voglio dedicare una sezione specifica alla sub-registrazione perché è il tema dove ho ricevuto più richieste di chiarimento nei mesi successivi al 13 novembre 2025. È un passaggio che riguarda solo i giocatori che avevano un conto gioco già attivo prima del riordino, ma è centrale per chi rientra in quella categoria.

Sub-registrazione significa, in parole semplici, “spostare” il proprio conto gioco dal vecchio dominio del bookmaker (la skin chiusa) al nuovo dominio autorizzato (la concessione vincente del riordino). Sul piano formale è una migrazione assistita di profilo, di credenziali e di saldo. Il giocatore non perde nulla: i fondi residui, lo storico delle scommesse, le impostazioni del conto, le preferenze di limite vengono trasferite tutte sul nuovo dominio. Ma il giocatore deve attivare la migrazione, perché non avviene automaticamente.

Il dato che apre questa sezione resta sorprendente. Secondo ADM, oltre il 60% dei titolari di conti di gioco attivi non aveva effettuato la sub-registrazione verso i nuovi domini autorizzati nel periodo 8-31 ottobre 2025. Tre giocatori su cinque, di fatto, hanno aspettato il 13 novembre senza preparare il proprio conto. Per molti di loro la riapertura del conto post-riordino ha richiesto qualche giorno di limbo.

Cosa deve fare oggi un giocatore che non ha completato la sub-registrazione? Non deve farsi prendere dal panico. Deve andare sul sito ufficiale del bookmaker (quello nuovo, post-riordino), tentare un accesso con le vecchie credenziali, e seguire le indicazioni del sistema per completare la migrazione. Sui principali concessionari il flusso è guidato: il bookmaker chiede di verificare la propria identità con SPID o CIE (il nuovo standard), confronta i dati con quelli del vecchio profilo, e completa la migrazione in pochi minuti. Il saldo residuo torna disponibile.

Una nota importante che voglio sottolineare. Se hai aperto il vecchio conto gioco anni fa con dati anagrafici che oggi non corrispondono perfettamente a quelli del tuo SPID — per esempio cambio di residenza non aggiornato sul vecchio profilo, oppure piccola variazione del codice fiscale per correzione anagrafica — la sub-registrazione può sollevare una richiesta di verifica manuale. Non è un problema, è un controllo sanitario. Il bookmaker ti chiederà di aggiornare i dati e di confermare l’identità, e in 24-48 ore il conto è migrato.

Per chi vuole entrare nel dettaglio operativo specifico della sub-registrazione (i casi limite, i T&C che cambiano, la gestione del bonus residuo, il trattamento delle scommesse aperte al momento del riordino), la guida dedicata che ho linkato in apertura entra in profondità su ognuno di questi aspetti. Qui ho voluto darti il quadro generale e l’invito a non sottovalutare il passaggio se rientri nei conti pre-riordino.

Il KYC: documenti e verifica dell’identità

Una giocatrice mi ha scritto a febbraio 2026 lamentando che il suo conto era stato sospeso per “verifica KYC aggiuntiva” senza spiegazioni dettagliate. KYC è l’acronimo di Know Your Customer, e indica l’insieme delle verifiche che il bookmaker fa per accertarsi che il cliente sia davvero chi dichiara di essere. Con SPID o CIE il KYC iniziale è quasi automatico, ma esistono casi in cui il bookmaker chiede verifiche aggiuntive successive.

I dati che il bookmaker raccoglie tramite SPID/CIE sono già verificati dallo Stato: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, residenza. Su queste informazioni non c’è bisogno di ulteriori controlli al momento dell’apertura del conto. Tuttavia, il bookmaker può chiedere documenti aggiuntivi in due circostanze tipiche. Prima: prelievi sopra una certa soglia (in genere intorno ai 2.000 euro) richiedono spesso una verifica del titolare a fini antiriciclaggio. Seconda: cambi sostanziali del comportamento di gioco (deposito molto più alto della media storica del giocatore, frequenza inusuale, scommesse di importo eccezionale) possono attivare verifiche aggiuntive.

I documenti tipicamente richiesti in questi casi: copia fronte/retro del documento d’identità, codice fiscale, prova della residenza (utenza recente intestata a tuo nome), eventualmente l’origine dei fondi caricati. Il bookmaker non chiede mai l’OTP della Postepay, e se qualcuno te lo chiede in fase di KYC è una frode. La verifica seria del KYC è asimmetrica: tu fornisci documenti al bookmaker, ma il bookmaker non chiede mai dati che servirebbero ad accedere ai tuoi strumenti di pagamento.

Sul piano della trasparenza dei controlli, voglio citare una posizione che descrive bene la direzione del settore. Roberto Alesse, Direttore Generale ADM, ha detto in un convegno dell’ottobre 2025 che i vari strumenti offerti dall’intelligenza artificiale serviranno soprattutto ad aumentare i controlli in questo settore così importante e che contribuisce a portare nelle Casse dello Stato circa 15 miliardi di euro di gettito fiscale. La sostanza di quella dichiarazione si vede nei sistemi automatici di KYC oggi in uso: i bookmaker italiani concessionari hanno sistemi di analisi del rischio basati su pattern di comportamento, che intercettano anomalie e attivano verifiche mirate. Per il giocatore in regola questi controlli sono invisibili. Per chi tenta operazioni anomale, sono inaggirabili.

Una raccomandazione operativa che ripeto sempre. Quando ricevi una richiesta di verifica KYC aggiuntiva da parte del bookmaker, non rinviarla. Trasferisci subito i documenti richiesti. Più rapida è la tua risposta, più rapida è la rimozione dell’eventuale blocco temporaneo. Il bookmaker non vuole tenerti il conto sospeso: vuole solo verificare quello che la legge gli impone di verificare. Risposta rapida + documenti ordinati = riapertura del conto entro 24-48 ore.

Gli errori più comuni nella registrazione con SPID

Voglio chiudere la guida con la lista degli errori più frequenti che ho visto fare nella registrazione con SPID o CIE. Sono semplici, sono evitabili, e conoscerli ti farà risparmiare tempo.

Errore numero uno: scegliere un provider SPID che non si usa abitualmente. Se hai uno SPID di Poste Italiane attivo da anni e ne hai un altro di Tim aperto solo per un servizio specifico mai più usato, scegli il Poste ID. La fluidità del flusso e la riduzione degli errori di login dipendono moltissimo dalla familiarità con il provider.

Errore numero due: aprire più conti gioco sullo stesso bookmaker pensando che sia possibile. Non lo è. ADM impone un solo conto gioco per persona presso ciascun concessionario. Tentare di aprire un secondo conto sullo stesso bookmaker (per esempio per “ricominciare da zero” il bonus benvenuto) viene rilevato dal sistema antifrode automatico e comporta la sospensione di entrambi i conti.

Errore numero tre: usare lo SPID o la CIE di un familiare per aprire un conto gioco. Il conto gioco è personale. Se apri il conto con lo SPID di tuo padre o di tua moglie, il conto risulta intestato a loro, non a te. La Postepay che tenti di collegare deve coincidere con l’intestatario SPID, e quindi il sistema te lo rifiuterà. È un caso che ho visto capitare a giocatori giovani con SPID non ancora attivato che pensavano di “approfittare” di quello dei genitori. Soluzione: attiva il tuo SPID, non c’è scorciatoia.

Errore numero quattro: ignorare i limiti di gioco volontari nella fase di apertura. Quando il bookmaker ti chiede di impostare i limiti, c’è la tentazione di metterli al massimo o di saltare il passaggio. È un errore. I limiti volontari sono uno strumento di gestione del rischio personale e vanno calibrati a freddo. Se li alzi a freddo, sai cosa stai facendo. Se non li imposti e poi un giorno ti trovi davanti a una giornata di perdite, hai perso lo strumento di freno automatico più semplice che il sistema ti offriva.

Errore numero cinque: non aggiornare i dati anagrafici quando cambiano. Se cambi residenza, telefono, email, è importante aggiornarli sia sul tuo profilo SPID/CIE sia sul profilo del bookmaker. Disallineamenti anche piccoli possono attivare verifiche manuali (lo abbiamo già visto nella sezione KYC e in quella sulla verifica IBAN per i prelievi). Mantenere allineati i dati è un’igiene digitale che semplifica la vita di tutti.

Una piccola coda. Aprire un conto gioco con SPID o CIE oggi è un’operazione che pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile per la sua semplicità. Cinque anni fa servivano scansioni, attese, scambi via email, controlli manuali. Oggi servono tre clic, un OTP, e cinque minuti complessivi. Per il giocatore Postepay che si avvicina al settore, questa standardizzazione è una conquista. Vale la pena ricordarsene quando si è davanti alla schermata di apertura conto: stai entrando in un sistema regolato, tracciato, sotto vigilanza pubblica. È molto più di quello che ti dicono gli articoli che parlano genericamente di “scommesse online”.

È obbligatorio usare SPID o CIE per aprire un conto gioco dopo il 13 novembre 2025?

Sì, sui principali concessionari ADM l"apertura del conto gioco si è di fatto standardizzata sull"identificazione digitale tramite SPID o CIE. Le forme di registrazione manuale via scansione del documento sono in via di estinzione e non sono più la modalità predefinita. Per il giocatore questo significa che è bene avere già attivo uno dei due strumenti prima di iniziare la procedura, oppure attivarlo gratuitamente nella fase preliminare.

Cosa succede se non ho effettuato la sub-registrazione entro il 31 ottobre 2025?

Il giocatore che non ha completato la sub-registrazione nel periodo 8-31 ottobre 2025 può comunque migrare il conto gioco in qualsiasi momento successivo. Il flusso non è scaduto: basta accedere al sito ufficiale del bookmaker post-riordino, tentare l"accesso con le vecchie credenziali, e seguire la procedura guidata che il bookmaker propone per il completamento della migrazione tramite SPID o CIE. Il saldo residuo torna disponibile dopo la verifica.

Si può usare lo SPID di livello 1 oppure serve obbligatoriamente livello 2?

Serve obbligatoriamente lo SPID di livello 2. Il livello 1 (solo username e password) non è considerato sufficiente per la sicurezza richiesta dall"apertura di un conto gioco. Se hai uno SPID di livello 1 puoi promuoverlo a livello 2 contattando il tuo provider SPID e attivando il secondo fattore di autenticazione, una procedura gratuita che richiede pochi minuti.

La Postepay deve essere intestata alla stessa persona dello SPID utilizzato?

Sì, obbligatoriamente. Il sistema confronta i dati anagrafici della Postepay con quelli importati da SPID o CIE in fase di apertura del conto gioco. Se nome, cognome e codice fiscale dell"intestatario della Postepay non coincidono con quelli del titolare del conto gioco, il collegamento della carta viene rifiutato. La regola della coerenza fra titolarità è imposta dalle linee guida antiriciclaggio e non è aggirabile.