Una mattina di febbraio del 2026, leggevo i dati MEF aggregati per il 2025, con la tazza di caffè ancora calda. Il numero che mi ha colpito di più è stato 13.905,55 milioni di euro: la raccolta scommesse sportive online italiana per il 2025. Una cifra enorme che, se la dividi per i 4,5 milioni di giocatori attivi solo online, dà una giocata media di oltre 3.000 euro l’anno. Ho subito pensato a quanto di tutto questo flusso passi quotidianamente attraverso le Postepay degli italiani.
Sono nove anni che mi occupo di pagamenti Postepay nel mondo del betting e leggere i dati di mercato è un esercizio quotidiano. Le statistiche aggregate raccontano una storia che non sempre coincide con la percezione del singolo giocatore: il 2025 ha registrato un piccolo calo della raccolta complessiva ma una crescita interna importante dei virtuali, un consolidamento degli operatori e un peso crescente del mobile.
In questa guida ti mostro cosa significano davvero i 13,9 miliardi di raccolta online italiana del 2025, come si confrontano con il canale fisico, perché i virtuali stanno crescendo a ritmi a due cifre e cosa cambia in concreto per chi gioca abitualmente con Postepay sui bookmaker ADM.
13,9 miliardi di raccolta online: il numero e cosa contiene
I 13.905,55 milioni di euro della raccolta scommesse sportive online italiana del 2025 rappresentano il volume complessivo di gioco transato sui bookmaker con concessione ADM operanti sul territorio nazionale. È un dato lievemente in calo rispetto ai 14.347,63 milioni del 2024 (-3,1%) ma in netta crescita rispetto ai 13.054,28 milioni del 2023 (+6,5% nel biennio).
Cosa significa “raccolta”? È la somma di tutto quello che i giocatori hanno scommesso, indipendentemente dal risultato. Una scommessa da 100 euro alimenta la raccolta per 100 euro, anche se l’utente vince e si porta a casa 180 euro: il volume movimentato è quello che la statistica fiscale registra. È diverso dal “margine” del bookmaker, che è la differenza tra raccolta e vincite pagate, e che rappresenta il guadagno effettivo dell’operatore prima di tasse e costi operativi.
Massimiliano Pucci, presidente As.Tro, ha analizzato questa dinamica: “La crescita del gioco online riflette un cambiamento profondo nelle abitudini dei giocatori, sempre più orientati verso modalità digitali e strumenti a distanza. Serve una riforma capace di garantire stabilità e tutela per la rete legale, che resta un presidio economico e sociale importante per il Paese.” È un’osservazione che pesa. Il calo del 2025 rispetto al 2024 è probabilmente legato a fattori una tantum — assenza di grandi eventi calcistici come gli Europei dell’estate 2024, ma anche turbolenze legate al riassetto delle concessioni del 13 novembre — più che a un cambio strutturale di tendenza.
Le scommesse sportive a quota fissa diverse dai cavalli hanno generato 19,1 miliardi di euro di raccolta nel 2025, con un calo del 3,2% rispetto al 2024. Questa cifra include sia online che fisico, mentre i 13,9 miliardi che ho citato all’inizio sono solo il segmento online. Sommando le due statistiche, il digitale rappresenta più del 70% della raccolta totale delle scommesse sportive italiane: una transizione verso il digitale che dieci anni fa nessuno avrebbe immaginato a queste velocità.
Confronto fisico vs digitale: dove pesa di più la Postepay
Una serata in un bar di Bologna, alcuni mesi fa, ho fatto un piccolo test informale: ho contato quante persone giocavano usando i terminali fisici e quante con lo smartphone. In una sera normale di calcio, su una decina di clienti che scommettevano, sette lo facevano dal telefono. Tre dal terminale del locale. Era esattamente lo specchio dei dati ufficiali aggregati a livello nazionale.
Il canale fisico delle scommesse sportive ha registrato una raccolta di 5.285,12 milioni di euro nel 2025, in calo rispetto ai 5.479,41 milioni del 2024. È un settore in lieve ma costante contrazione, mentre il digitale assorbe quote crescenti del mercato. Per intenderci: se prima del 2020 il canale fisico pesava per circa il 50% della raccolta scommesse, oggi siamo intorno al 30%.
Per la Postepay, questa dinamica è molto significativa. Il canale fisico tradizionalmente si pagava con contanti (ricariche sui conti gioco gestiti dall’esercente, o scommesse dirette al banco), mentre il digitale è naturalmente terreno della carta prepagata. Ogni euro che si sposta dal fisico al digitale è, statisticamente, un euro che ha buone probabilità di passare attraverso una Postepay almeno in qualche fase del ciclo del giocatore: deposito iniziale, ricariche successive, prelievo delle vincite.
Il dato che dovrebbe far riflettere chi vuole capire l’evoluzione del mercato è questo: nel 2024 si contavano oltre 20 milioni di conti gioco online registrati in Italia, di cui 4,5 milioni di giocatori attivi solo online (in crescita del 10% rispetto all’anno precedente). Su 33,6 milioni di carte prepagate attive in Italia nel 2024 (+13% di operazioni rispetto al 2023), una percentuale rilevante è dunque correlata, direttamente o indirettamente, alle attività di gioco online. La Postepay è il filo conduttore tra il sistema dei pagamenti elettronici e quello del betting digitale.
Sul mercato online di maggio 2025 i big erano: Lottomatica al 35,5%, Sisal al 15,6%, Snaitech al 14,4% ed Eurobet all’11,3%. Sommando, oltre tre quarti del mercato è in mano a quattro operatori. Per chi gioca con Postepay, statisticamente, ricariche e prelievi transitano principalmente attraverso questi quattro big o, in misura minore, attraverso i restanti 42 concessionari attivi nel 2026.
I virtuali in crescita +11%: un segmento che sta riscrivendo le abitudini
Una telefonata di novembre scorso con un amico sviluppatore di soluzioni digitali per i bookmaker mi è rimasta in mente: “I virtuali stanno mangiando lo sport reale, soprattutto nelle ore in cui non ci sono partite live.” Lui parla con dati alla mano, e infatti la raccolta dei virtuali online è passata da 1.076,50 milioni nel 2023 a 1.439,24 milioni nel 2024, fino a raggiungere 1.607,65 milioni nel 2025. In due anni quasi un +50%, un’accelerazione che non ha eguali in altri segmenti del mercato.
Cos’è esattamente un “virtuale”? È una scommessa su eventi simulati al computer — partite di calcio, corse di cavalli, gare di tennis, lotterie a estrazione veloce — dove l’esito è generato da algoritmi certificati e non dipende da eventi reali. Per il giocatore, il vantaggio è la disponibilità continua: ogni due minuti c’è un nuovo evento su cui scommettere, indipendentemente dal calendario sportivo. Per il bookmaker, il vantaggio è il margine: i virtuali hanno tipicamente payout più bassi delle scommesse sportive tradizionali, e la loro frequenza alimenta volumi di transazione molto rapidi.
Per chi paga con Postepay, l’esplosione dei virtuali ha implicazioni operative importanti. La prima: il numero di micro-transazioni cresce. Mentre una scommessa sportiva tradizionale può “durare” 90 minuti, una scommessa virtuale dura 2 minuti, e il giocatore tende a piazzare molte giocate consecutive nello stesso lasso di tempo. Questo significa più richieste di autorizzazione sul saldo del conto gioco, con flussi più intensi nelle integrazioni con i sistemi di pagamento. La seconda: il rischio di sessioni di gioco compulsive aumenta, e i sistemi di tutela diventano più importanti — autoesclusione, limiti di spesa, monitoraggio. Nel 2024 circa 190.000 giocatori italiani hanno utilizzato strumenti di autoesclusione online, dato che riflette la crescente consapevolezza di questi rischi.
La crescita dei virtuali ha anche un impatto fiscale. L’Imposta Unica online del 2025 ha raggiunto 413,36 milioni (vs 389,45 nel 2024 e 354,08 nel 2023), e parte di questa crescita è attribuibile proprio al maggior peso dei virtuali nella composizione della raccolta. Per lo Stato italiano è una buona notizia: il segmento virtuale è ad altissimo margine e genera quindi più tasse a parità di volume rispetto alle scommesse tradizionali.
Cosa significa concretamente per chi usa Postepay nel 2026
Faccio un consuntivo per chi mi legge. I 13,9 miliardi di raccolta online del 2025 sono lo sfondo macro su cui si giocano le scelte di chi paga con Postepay. Tre osservazioni concrete che condivido con i clienti che mi chiedono di interpretare questi numeri.
Prima osservazione: il mercato è grande ma stabile. Il piccolo calo del 2025 (-3,1% rispetto al 2024) non riflette una crisi del settore ma un assestamento dopo i picchi legati ai grandi eventi sportivi del 2024. Su un orizzonte triennale, la raccolta è in crescita del 6,5% e le entrate erariali del 27,4%. Per chi usa Postepay regolarmente, significa che il sistema dei pagamenti integrato con i bookmaker italiani è solido, ben rodato e poco esposto a turbolenze improvvise.
Seconda osservazione: i virtuali stanno cambiando la natura della giocata media. Se la giocata media pro capite degli over 18 italiani nel 2024 era di 3.137 euro all’anno (online tra 18-74 anni: 2.162,35 euro), una parte crescente di quella media è alimentata da scommesse veloci sui virtuali piuttosto che da puntate ponderate sugli eventi sportivi tradizionali. Per il giocatore con Postepay, questo richiede una disciplina aggiuntiva: i virtuali sono divertenti ma per la loro frequenza possono erodere il saldo molto più rapidamente di una scommessa di lunga durata.
Terza osservazione: il calo della raccolta del 2025 non significa meno tasse per lo Stato, anzi. Il fisco ha incassato di più nel 2025 rispetto al 2024: 413,36 milioni di Imposta Unica più i 364 milioni una tantum della gara delle concessioni. Significa che il margine medio del bookmaker si è alzato, e questo implica quote leggermente meno favorevoli al giocatore. Il payout medio dei migliori operatori italiani resta comunque su livelli elevati (94-95%), ma è un dato che vale la pena monitorare nel tempo.
Per capire chi sono davvero i giocatori italiani che alimentano questi 13,9 miliardi — età, distribuzione geografica, sport preferiti, modalità di pagamento — la lettura più utile è quella sul profilo del giocatore italiano online che spiega chi sono gli scommettitori che usano Postepay come metodo di deposito principale.
